| Cinesi, lettori 'forti' |
| MILANO - 23/02/2005 |
I cinesi leggono molto. Più della metà del miliardo e 300 milioni di abitanti della Cina, dunque il 60,4%, legge un libro al mese, pur confrontandosi con un mercato editoriale ancora molto contenuto (568 sono le case editrici, di piccole e medie dimensioni e ancora controllate dallo Stato). Tanto per fare un confronto, in Italia solo il 41% degli italiani legge un libro. Ma parliamo di un libro all’anno...
Dall’indagine Il mercato dei libri in Cina: quali opportunità per l’editoria italiana proposta dall’Associazione Italiana Editori emerge l'immagine di un Paese in movimento, con la comparsa di case editrici che seguono logiche di mercato. «Certamente, nel passato – ha spiegato il presidente dell’AIE, Federico Motta - il forte controllo governativo sull’industria editoriale era un fattore di forte inibizione di ogni prospettiva di investimento da parte delle imprese estere. La cosa interessante è che oggi questo controllo si sta allentando, ci sono aperture che occorrerà verificare nella loro effettiva portata, ma che se reali potranno aprire un mercato con un bacino di utenza davvero incredibile. Per il libro scolastico come per il libro di varia, per i libri per ragazzi come per l’editoria d’arte o universitaria. L’editoria italiana cerca nuovi mercati e quindi guarda con attenzione anche al mercato cinese. Ma è allo stesso tempo consapevole dei rischi e delle difficoltà, a partire da quelli derivanti dalle limitazioni alla libertà di edizione e dal rispetto dei diritti d’autore».
Secondo l'indagine, nel mercato cinese prevalgono i libri di testo, scolastici e universitari. Importante inoltre il segmento dei libri per l’infanzia - sono 200 milioni i piccoli lettori cinesi - che copre il 20% del totale del business del copyright dei libri, costituendo la parte più vivace e interessata allo scambio di diritti. Anche in questo settore la pirateria è un gravoso problema per la Cina, sebbene sia stata rafforzata la tutela del diritto d’autore, in osservanza alla recente adesione ai trattati internazionali.
Quasi tutte le case editrici cinesi intervistate si sono dimostrate interessate sia all’acquisto di titoli italiani, sia a stabilire rapporti con le case editrici italiane (anche se la lingua italiana si insegna solo a livello universitario), in filoni come la psicologia applicata, il management, la letteratura per ragazzi.
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