| Soldi di razza |
| ROMA - 08/12/2006 |
Tre milioni di immigrati regolari. Un milione e mezzo di operai; centoventimila titolari di piccole e medie imprese; trecentomila agricoltori, di cui la metà impiegata nel lavoro sommerso. E ancora un esercito di colf, badanti e baby-sitter: 400 mila secondo i dati del ministero del Lavoro, almeno il doppio per la Caritas. Queste alcune delle cifre che nel nostro Paese raffigurano il fenomeno dell'immigrazione. Luci e ombre che convivono nella stessa realtà, troppo spesso dimenticata, di uomini e donne 'invisibili' alle statistiche, ai riflettori dei media. Numeri che non fanno notizia se non quando investono la cronaca. Storie di miseria , di persone stipate in stanze fetide, nei centri di accoglienza temporanea. Veri e propri lager dove vengono rinchiusi anche bambini di pochi giorni che dopo essere sopravvissuti a viaggi in condizioni disumane invece di trovare l'America trovano l'orrore. Soldi di Razza di Massimiliano Melilli ripercorre, insieme con i protagonisti, la drammaticità dei loro mondi. Gli approdi nel racket, nel traffico internazionale di stupefacenti, nella prostituzione, nel traffico di organi.
L'autore ha ascoltato le loro storie con pudore, con sincero imbarazzo per essere entrato nel loro privato. Ne ha scritto con altrettanta delicatezza per quello che per noi italiani dalla memoria corta potrebbe essere un deja vu. Per Noi popolo di poeti e navigatori ma anche di ex emigrati trattati come 'serpenti' sarebbe inutile dimenticare il nostro passato da 'diversi'. Rettili, questo eravamo per il Paese straniero che ci ospitava, così come oggi gli arabi vengono apostrofati come 'topi'.
Melilli scende in strada. Raccoglie le testimonianze di giovanni donne strappate con l'inganno ai loro affetti per finire con in mano un passaporto per il marciapiede dove si infrange il sogno di una vita migliore. Protagonisti anonimi in fuga dalla miseria, dalle guerre, passano dalla lotta per la sopravvivenza nei loro Paesi di origine per finire nelle periferie della vigliaccheria di chi si gira dall'altra parte per non vedere. L'autore sgrana il rosario dei numeri e delle statistiche dell'emergenza immigrazione con una documentatissima indagine fatta sul campo, disegnando una mappa immaginaria della transumanza umana della disperazione. «Durante gli ultimi quattro anni - scrive Melilli -, secondo i dati ufficiali del Viminale , si è registrato un aumento del 25 per cento dei rimpatriati, del 53 per cento di arresti di trafficanti, del 23 per cento di mezzi sequestrati. I dati - prosegue l'autore -, forse aiutano a capire le dimamiche del fenomeno. Solo nel secondo trimestre dell'anno scorso sono stati intercettati circa 70 mila clandestini».
L'autore con il suo libro-inchiesta strappa il velo dell'ipocrisia che copre l'universo delle immigrazioni clandestine. Riga dopo riga accompagna il lettore per mano in una realtà scomoda. Sullo sfondo la scoperta di un'economia che incide pesantemente sul nostro prodotto interno nazionale. Alcune delle testimonianze raccolte dal giornalista svelano la brutalità della realtà in cui sono confinate le esistenze di queste persone che arrivano nel nostro Paese spesso in cerca di una vita migliore. «Elena è una bella ragazza, non ha ancora compiuto 20 anni e aspetta il secondo figlio. Capelli biondissimi, labbra grandi e un fare sfrontato da adolescente cresciuta troppo in fretta. Lavora dalle 8 alle 19 in una casa romana sulla via Cassia», racconta Melilli. «Elena ha un groppo alla gola quando racconta che le manca il suo bambino. Ma ha troppo orgoglio per piangere davanti a un italiano che ascolta la sua storia sicuramente per scriverci sopra...»
Storie di uomini, storie di donne. Di ragazzine diventate donne «a tappe forzate».
«Ci sono anche loro sulle barche che approdano in Sicilia, Puglia e Calabria e una volta arrivati finiscono come tutti gli altri dritti dritti nei centri di permanenza temporanea. Eppure non dovrebbero essere lì, perché sono bambini, ragazzi adolescenti, protagonisti quanto gli adulti, loro malgrado...» Inizia così uno dei capitoli, interamente dedicato ai bambini, che prende spunto da un rapporto di Amnesty Italia dal titolo Invisibili, minori migranti detetenuti all'arrivo in Italia. Due le parole chiavi per descrivere questa parte del fenomeno. «La prima è la detenzione - scrive Melilli - quando un bambino sbarca in Italia viene rinchiuso sistematicamente nei Cpt. La seconda è invisibili: perché non esistono statistiche ufficiali che tengano conto di questa silenziosa e costante violazione....»
Attento, acuto, dallo stile genuino di chi nonostante di storie ne abbia raccontate davvero tante trova la forza di stupirsi ancora davanti alla beffa che riserva il destino a chi ha solo la colpa di essere incappato in una sfilza di miserabili episodi, «tutti inquietanti».
«Ma nell'Italia del tempo presente, alla voce diritti negati - racconta ancora l'autore - poco importa la cittadinanza. Migranti o italiani non fa differenza. Rita Cagni e Nina Danesi vivono a Zone e lavorano nell'unica fabbrica di questo paesino di 1.200 abitanti.»
Ma in questo viaggio nel mondo della clandestinità e dei diritti negati affiorano timidi esempi di riscatto. Nell'ultimo capitolo di questa parabola delle dignità umane troviamo il quadro di una coraggiosa iniziativa torinese. Unica nel nostro Paese, «a dispetto dei luoghi comuni e vecchi pregiudizi». Dodici cittadine straniere assunte in banca, al San Paolo e Crt, 12 impiegate al Csi-Piemonte, 10 che lavorano part-time all'Ikea, 10 al supermercato Coop. Negli ultimi mesi l'Istituto bancario San Paolo ha deciso di rinnovare per altri cinque straniere....
Sabrina Turco
|
 |
|

|