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Da soli in mezzo al campo
ROMA - 02/10/2005
Léo Ferré, in una canzone tratta da Rimbaud, cantava: «Non si può essere seri a diciassette anni». E' vero, basta averne sedici, per essere seri e col peso del mondo sulle spalle. Almeno secondo Adriano Angelini, che pubblica con Azimut il suo primo romanzo, Da soli in mezzo al campo.

Partiamo dalla citazione di una canzone perché questo libro è ricco di musica: i Tiro Mancino, David Bowie, gli Air, i Depeche Mode e De Gregori, che forse ispira all'autore il nome di uno dei due protagonisti, Nino, che guarda caso è un calciatore e tirerà un calcio di rigore...

La storia sentimentale di Nino, nato ai bordi di periferia, e Gea, che abita a Talenti, viene scandita dalle partite di calcio e accompagnata dalla metafora calcistica. I titoli dei capitoli non nascondono questa impostazione strutturale: 'il tacco che spiazza', 'il dribbling stretto', 'le punizioni'.

Nino è un antieroe sensibile che cerca di uscire dal suo contesto di partenza, inseguendo istintivamente il riscatto nel calcio (è bravo ed aspira ad un ingaggio nella Roma) e nella frequentazione di Gea che studia nel liceo più esclusivo di Roma.

All'inizio della vicenda tutto va per il meglio: la Roma lo vuole, la ragazza lo ama. Col passare delle pagine la vita prende il sopravvento sulla favola. Nino si accorge che si può restare da soli, sia nella vita che 'in mezzo al campo', si può essere strozzati dalla morsa del male come dalla paura della giocata, si può soffrire per un'ingiustizia, si può perdere la sicurezza del fuoriclasse.

Il romanzo scorre fresco e veloce, come un film di Virzì o una canzone di Ligabue: c'è l'azione, la cattiveria, il gioco dei ruoli sociali di questa Italia a caste, e naturalmente l'amore di due sedicenni che escono per la prima volta dall'idealismo della gioventù.

«Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore...», un giocatore lo vedi dal coraggio, scriveva De Gregori, ma forse anche dalla consapevolezza dei propri limiti, dalla conoscenza della debolezza. E quando ciò accade, vuol dire che si è diventati grandi.

Angelini, che viene dal giornalismo e dalla poesia, cura un blog intitolato al romanzo, dove inserisce una rassegna stampa, dei commenti e dei suoi racconti inediti. (fg)
Copertina


Da soli in mezzo al campo
Azimut 2005
13 euro

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