PRIMA PAGINA
RECENSIONI
INTERVISTE
ALT.EDITORIA
LIBRI PREZIOSI
DIGITALIA
IL MESTIERE DEL LIBRO
 
DIGITALIA
Mai visto un tempo così
ROMA - 07/02/2006
Nel suo libro - un percorso autobiografico di testimonianza di un processo mentale e culturale - il filosofo Carmelo Strano cerca di condurre il lettore, inscrivendone l'esperienza di decifratore in uno spazio-tempo contemporaneo allo sviluppo stesso della narrazione, verso una nuova consapevolezza. Quella di trovarsi (autore e lettore insieme con tutti gli altri uomini del mondo) in un momento culturale di grande cambiamento. Un cambiamento di ogni paradigma, di ogni ordine precedente, di ogni categoria del pensiero e dell'azione. Impresa non priva di qualche velleitarismo, certo, tuttavia imperniata su una convinzione epocale e solidissima, spiegata in misura e modi convincenti e con linguaggio spesso apodittico e pertanto - a stare al gioco - persino rassicurante.

Siamo di fronte al tramonto del Postmoderno, generatore di iperspecializzazione e di desensibilizzazione; e ci troviamo tutti oltre, molto oltre, il superamento stesso della Modernità, dell'era delle contrapposizioni (ideo)logiche, persino oltre la dialettica stessa degli opposti; e qui Derrida dà il suo contributo decisivo.

Una riflessione un po' debordiana, situazionista appunto, paragone al quale l'autore stesso non sfugge, ma che anzi persegue, tanto da pubblicare il suo 'manifesto' (postideologico) inneggiante a DORA, acronimo sillabico che sta per DOlce RAzionalità, a fianco di un dattiloscritto, il Documento di Azzano di Mezzegra, inneggiante a tutto e al contrario di tutto. Vi si legge: «Per l'individualità e l'interpersonalità tra perdita del centro e antropocentrismo».

A detta di Carmelo Strano, dunque, la nostra sarebbe l'epoca della DOlce RAzionalità, o «Tempo di nuova classicità». È questa la foresta di simboli e parole che Strano attraversa perché - ammette - il tempo del nomadismo (il postmoderno) è alle spalle e di fronte abbiamo il tempo del caos non più opposto all'ordine.

I processi mentali dell'uomo contemporaneo sono un po' confusi, certo, ma come potrebbe essere altrimenti se oggi possiamo conoscere (o semplicemente far esperienza) persino della realtà frattale della vita, quando per millenni - senza il computer - abbiamo dovuto ignorarla o negarne l'esistenza? Infine scopriamo che «Siamo multiculturali» (è il titolo del capitolo che apre la Quarta parte del libro, dedicata ai comportamenti quotidiani): se la realtà è fluida e la razionalità è docile il multiculturalismo è facilitato; e quindi la natura stessa dei rapporti tra centro/i e periferia/e è potenzialmente stravolta dall'esperienza culturale e sensoriale quotidiane.

Nella sezione finale del suo lavoro, Strano ricorre alla categoria del G-local, che costituirebbe un valido aiuto per operare la necessaria sintesi tra tensioni metanazionali (o sovranazionali) e qualità intrinseche nel genius loci. A leggere Strano quasi quasi si è portati a seguirlo, lui che è così convinto che «una nuova avventura dell'umanità è appena iniziata». (sl)
Copertina


Mai visto un tempo così
Lupetti 2004
15 euro

Su internet
Lupetti