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IL MESTIERE DEL LIBRO
 
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Campiello a Roveredo e Scurati
ROMA - 18/09/2005
Con un verdetto a sorpresa, Pino Roveredo e Antonio Scurati vincono ex-aequo, con 79 voti, il Super Campiello. Al premio letterario degli Industriali del Veneto, Roveredo ha presentato Mandami a dire, Scurati Il sopravvissuto (entrambi Bompiani).

Al terzo posto, con 73 voti, Raffale Nigro con Malvarosa (Rizzoli). Seguono, con considerevole distacco, Ennio Cavalli, con 19 voti, con Quattro errori di Dio (Aragno) e Gianni Celati, con 16 voti, con Fata Morgana (Feltrinelli).

I quattordici racconti di Pino Roveredo, triestino nato nel 1954, hanno il viatico, la prefazione di Claudio Magris. In particolare quello che dà il titolo alla raccolta ha una scrittura dalla grande forza visiva e allusiva che introduce e svela la nostalgia di un amore nato in un manicomio e spezzato da quando di quei luoghi si sono aperte le porte: «Cara, come è assurdo questo nostro amore, che viveva meglio quando stavamo peggio, ma dentro quel peggio poi è venuto qualcuno e ci ha detto: 'Eccovi la libertà! Prendere e andare'. Che brutto affare è stato, se è vero che oggi siamo prigionieri della distanza. Sapessi che rimpianto quando mi giro e guardo la nostra cronaca di ieri. Ora pagherei tutta la fatica che ho per prendermi le spalle e mettermele davanti, trasformando il nostro passato in futuro; succede anche a te? Se sì, mandami a dire, sarà meno duro sperare».

Scurati, nato a Napoli nel 1949, docente di Teorie e tecniche del linguaggio televisivo all'Università di Bergamo, dove coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza. Autore di vari saggi, è al suo secondo romanzo. Si definisce «un appassionato cultore del corporeo e del reale, tanto da volerlo inseguire fino alla patologia e alla sozzura».
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