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Mario Ajello: Storie di voto
ROMA - 26/03/2006
«Il voto è il momento della verità. Fa da specchio alle tradizioni politiche di un intero paese o dei mille villaggi che lo compongono. Ne rivela il carattere, ne valorizza le qualità, ne smaschera i vizi, ne spettacolarizza l'inventiva, ne svela le banalità, ne mette in risalto le identità, ne aguzza i talenti». Il ritratto 'fenomenologico' del voto introduce un saggio che come recita il sottotitolo - Le campagne elettorali tra realtà e romanzo -ci convince subito per il suo approccio trasversale: nè immerso nella quotidiana, greve atmosfera pre-9 aprile, ma nemmeno lontano da quella impegnativa ricorrenza.

Il voto è indagato in quanto topos letterario, come tema che da sempre ha offerto lo spunto a scrittori, attori, registi, comici, fumettisti, oltre ai politici di ieri e di oggi, che hanno variamente interpretato il rito delle elezioni; citando documenti e brani letterari, l'autore ci ricorda che anche in passato il voto è stato visto in modo diverso: se per Balzac è imbroglio, per Gramsci è un mezzo, per Churchill un fine, per Matteotti una tragedia. Per Jean-Paul Sartre, «il voto è una trappola per fessi».

Un rito raccontato a più voci, dunque: da Benigni a Antonio Albanese, da Michael Moore a Altan, da Frank Capra a Totò, fino al Caimano di Nanni Moretti. Nel capitolo dedicato al 'cine-militante' apprendiamo che Berluscono una volta ha annunciato l'uscita di un Anti-Caimano, un reality-show, che dovrebbe essere, scrive Ajello, un «documentario di controinformazione molto edificante, con tante famiglie felici che progettano viaggi esotici, cambiano gli elettrodomestici, acquistano orologi e auto nuove e sempre più belle».

In chiusura l'autore ricorda con realismo che il destino classico delle elezioni è «la paura di perderle. La paura, forse più insidiosa, di vincerle. E la sensazione che la vittoria è forse l'inizio di una nuova sconfitta». Ma forse in questi giorni è più utile pensare alla poetica canzone Elezioni di Giorgio Gaber, citata da Ajello a contraltare di una breve sequenza di voci violentemente scettiche: «E' proprio vero che fa bene/ un po' di partecipazione,/ con cura piego le mie schede,/ riguardo ancora la matita/ così perfetta è temperata,/ io quasi quasi me la porto via/ Democrazia...» (cb)
Mario Ajello


Storie di voto. Le campagne elettorali tra realtà e romanzo



In appendice brani tratti da Tocqueville, Dickens, De Sanctis, De Roberto, Gramsci, Nenni, Sereni, Togliatti, Sciascia, Calvino, Grass.

Storie di voto. Le campagne elettorali tra realtà e romanzo
Donzelli 2006
17,80 euro